
C’è un suono che appartiene solo alla Murgia: il rumore sordo degli zoccoli sul terreno calcareo, l’eco del vento che accarezza le criniere, il profumo della terra che sa di sole e pietra.
È da qui che nasce il Cavallo Murgese, nero come l’ombra degli ulivi e fiero come la gente che abita quelle alture.
Nel 2025 questa razza compie cent’anni dalla sua ufficiale registrazione, ma in realtà il Murgese è molto più antico di qualsiasi documento.
È parte di un paesaggio, di un modo di vivere e di un’eredità che parla di resilienza, eleganza e identità.
Per noi di Donne & Cavalli, che siamo Ufficio Stampa e Media Partner del Centenario, raccontare questa ricorrenza non significa solo celebrare un cavallo, ma raccontare un’Italia che resiste e che sa ancora riconoscere la bellezza dell’autenticità.
Prima del 1925, tra i muretti a secco e i pascoli dorati delle Murge, si muovevano cavalli neri, forti, silenziosi.
Discendevano da arabi, berberi e andalusi portati nel Sud d’Italia durante la dominazione spagnola.
Cavalli dal passo saldo, abituati al caldo e alla pietra, capaci di leggere l’uomo prima ancora di essere addestrati da lui.
Nel Settecento già li usavano i cavalieri borbonici e i contadini, ma nessuno aveva ancora dato un nome a quella razza che sembrava scolpita dal vento.
Bisognerà attendere il 1925 per vederla riconosciuta ufficialmente.
Il 30 aprile 1925, nel Deposito Stalloni di Foggia, il veterinario Michele De Mauro firma la prima relazione tecnica sul “Cavallo delle Murge”.
Nasce così, per la storia, il Cavallo Murgese: una razza che unisce forza e sobrietà, con tre stalloni capostipiti che diventeranno leggendari — Nero, Granduca e Araldo delle Murge.
Quel giorno segna l’inizio di una storia che, a distanza di un secolo, continua a essere scritta con la stessa dignità e la stessa fierezza.
Negli anni della guerra il Murgese porta armi e speranze.
È cavallo da sella e da trazione per l’esercito, ma, finita la battaglia, torna nei campi, tra le mani callose dei contadini pugliesi.
Docile, resistente, instancabile: è l’emblema della forza tranquilla, quella che lavora in silenzio ma costruisce tutto.
Quando le macchine sostituiscono i cavalli, il Murgese rischia di scomparire.
A salvarlo è la passione di pochi allevatori visionari di Martina Franca, Noci e Crispiano, che decidono di proteggerlo come si fa con un bene di famiglia.
Nasce così il concetto di selezione genetica e tutela morfologica, e il Murgese rinasce — non più come strumento di lavoro, ma come patrimonio culturale vivente.
Dalle arature ai concorsi: il Murgese cambia scenario ma non natura.
Elegante, potente, equilibrato, entra nei rettangoli di dressage, nei sentieri del trekking e nelle arene del turismo equestre.
È un cavallo che non cerca l’applauso, ma conquista per la sua intelligenza calma.
Le Forze Armate italiane lo scelgono per le cerimonie ufficiali: il Murgese diventa così il volto solenne di un’Italia che onora le sue radici.
Con l’istituzione del Libro Genealogico del Cavallo Murgese, affidato all’ANAMF, la razza ottiene la tutela ministeriale.
È il punto d’arrivo di decenni di dedizione e il punto di partenza per la sua valorizzazione internazionale.
Da Verona a Parigi, da Berlino a Ginevra, il Murgese diventa ambasciatore della Puglia autentica.
Appare in spettacoli equestri, documentari, shooting di moda e spot televisivi.
Ovunque vada, lascia dietro di sé un’impressione di forza e gentilezza: il paradosso perfetto che solo un cavallo del Sud può incarnare.
Il Centenario del Cavallo Murgese (1925–2025) non è una celebrazione qualunque, ma un racconto collettivo di passione, identità e memoria.
L’ANAMF, insieme al MASAF, dedicherà un intero palinsesto di convegni, mostre e spettacoli che esploderanno a Fieracavalli Verona, dove il Murgese sarà protagonista assoluto.
Noi di Donne & Cavalli saremo lì per raccontare tutto: con la voce, le immagini e la sensibilità di chi riconosce in questo cavallo non solo un simbolo, ma un compagno di vita.
Oggi il Murgese continua a scrivere la sua storia nelle scuderie italiane e all’estero.
È il cavallo scelto da chi cerca equilibrio, intelligenza e cuore.
Nelle mani di amazzoni e cavalieri contemporanei — come quelli dell’Accademia di Arte Equestre Il Nero Luminoso — si conferma ambasciatore di un’equitazione che unisce forza e sentimento, disciplina e poesia.
Nel suo sguardo profondo, la Puglia continua a specchiarsi.
E noi con lei.
In qualità di Ufficio Stampa e Media Partner del Centenario, Donne & Cavalli racconterà da vicino tutte le celebrazioni dedicate al cavallo nero d’Italia.
Saremo inoltre presenti a Fieracavalli Verona con un MeetUp gratuito, un momento di incontro con la community per celebrare insieme un secolo di eleganza e passione.
Vuoi partecipare al MeetUp Donne & Cavalli a Fieracavalli Verona?
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Laureata in Filologia Moderna presso l’Università di Pavia, ho l’occasione di lavorare nello showroom milanese di “Re” Giorgio Armani e di respirare quella moda che fa davvero sognare ogni donna. In seguito mi trasferisco a Berlino, dove lavoro in un’agenzia di comunicazione, e infine in Puglia per insegnare lettere e per inseguire una grande passione: l’equitazione.
Esperta di Marketing e Comunicazione, conseguo la Laurea in Giurisprudenza e l’abilitazione alla professione forense che abbandono per diventare consulente di marketing territoriale per diverse aziende ed Enti locali. Mi appassiono all’equitazione dopo essere stata folgorata da una sfilata di moda ispirata allo stile equestre e da allora il mio obiettivo è montare a cavallo ogni giorno.