Sara Morganti, campionessa dal cuore grande

Tempo di lettura: 3 minuti

A bbiamo avuto l’onore di intervistare Sara Morganti, campionessa paralimpica di dressage.

Conversare con chi ama i cavalli quanto noi è sempre costruttivo, sin dalle prime parole di Sara ci siamo accorte di quanto amore ci sia dietro quelle performance perfette che vediamo nel rettangolo

“Amo stare con i cavalli. Non solo montarli”

È questa la chiave di lettura della lettura che segue. Sara Morganti, dall’età di 13 anni ad oggi non si è mai distaccata dalle scuderie e dai cavalli. Il suo amore e la sua passione si percepiscono in quei sorrisi nostalgici che raccontano una Sara appena adolescente che passava giornate intere a cavallo, in scuderia, tra il fieno e le selle da ingrassare.

Il passaggio da amante dei cavalli a 360 gradi ad atleta professionista è dato, ci dice Sara, dal suo carattere, dalla ricerca perenne del raggiungimento di obiettivi. La gara non è un momento di competizione, è un momento di autovalutazione: un esame per sé stessa.

La bellezza invisibile della relazione tra cavallo e cavaliere

La relazione tra cavallo e cavaliere è unica, bellissima, invisibile. 

L’essere umano e l’essere cavallo entrano in contatto e instaurano un rapporto, Il rapporto.

Il tutto avviene tramite una comunicazione non verbale, si parlano due lingue diverse, eppure quando si instaura un rapporto con un cavallo si riesce a capire tramite i diversi segnali cosa voglia in quel momento.

-Come si instaura un rapporto con i cavalli? 

-Standoci insieme. Più si trascorre del tempo con i cavalli, vicino ai cavalli, più si impara a capirli.

La mimica è lo stato d’animo del cavallo

Per cogliere l’umore del nostro cavallo è indispensabile capire la sua mimica, i suoi movimenti, le sue espressioni, dalle orecchie, dalla sua posizione rispetto alla tua persona, ovviamente dallo sguardo.

Connessione emotiva o tecnica? Due facce di una stessa medaglia

Per arrivare ad avere completezza nel rapporto con il cavallo e/o nelle competizioni, cuore e tecnica vanno di pari passo. La tecnica, la prestazione fisica, non può prescindere dalla connessione emotiva, dal cuore, dalle sensazioni. È necessario del tempo per equilibrare entrambe le facce della medaglia, indispensabile la pazienza.

 

L’insegnamento più grande che Sarà ha appreso dai suoi cavalli è proprio la pazienza, l’ascolto, la calma, e il rispetto per gli altri e per il tempo. 

 

Perdere la pazienza con un cavallo è sempre sbagliato. Non porta a niente.

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Martina Vitale

Laureata in Filologia Moderna presso l’Università di Pavia, ho l’occasione di lavorare nello showroom milanese di “Re” Giorgio Armani e di respirare quella moda che fa davvero sognare ogni donna. In seguito mi trasferisco a Berlino, dove lavoro in un’agenzia di comunicazione, e infine in Puglia per insegnare lettere e per inseguire una grande passione: l’equitazione.

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Ines Pesce

Esperta di Marketing e Comunicazione, conseguo la Laurea in Giurisprudenza e l’abilitazione alla professione forense che abbandono per diventare consulente di marketing territoriale per diverse aziende ed Enti locali. Mi appassiono all’equitazione dopo essere stata folgorata da una sfilata di moda ispirata allo stile equestre e da allora il mio obiettivo è montare a cavallo ogni giorno.

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